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a cura di ROBERTO MAESTRI


Ancora una volta, nel giro di pochi anni, la scomparsa violenta del Marchese comporta la sua automatica sostituzione con un fratello minore: il terzogenito Teodoro, nato a Casale nel 1364, prende possesso del Marchesato, sotto la protezione di Gian Galeazzo Visconti. Il 27 settembre 1381, i sudditi monferrini giurano fedeltà al nuovo marchese, che il 16 gennaio 1382 deve riconoscere al signore di Milano il possesso definitivo di Asti.
Teodoro sposa in prime nozze Argentina, figlia del marchese Leonardo Malaspina di Lunigiana, che muore nel 1387; l' 8 settembre 1393 si risposa con Giovanna di Lorena figlia primogenita di Roberto, duca di Bar, e la conduce nella residenza di Chivasso. Dal matrimonio, il 23 marzo 1395, nasce Giangiacomo e in seguito Sibilla (1397 - † 1401) e Sofia (1399 - † 10.12.1437). Il 15 gennaio 1402 muore anche Giovanna di Lorena e Teodoro decide di risposarsi, il 17 gennaio 1403, con Margherita di Acaia, da cui non avrà discendenza. Margherita è figlia di Caterina di Ginevra e di Amedeo, principe di Acaia e di Piemonte. Donna caritatevole e coraggiosa, si prodiga a Genova, dove il marito è governatore, durante una pestilenza seguita dalla carestia.
Ricomincia la guerra tra il Marchese e Amedeo VIII di Savoia, guerra di cui Facino Cane (ca.1360-1412), noto condottiero casalese, è il principale protagonista.
Particolare rilevanza ha anche l'alleanza tra Teodoro e Filippo Maria Visconti, riconoscente per l'aiuto offerto dal marchese dopo la morte di Gian Galeazzo. L'opera di Teodoro ha un gran rilievo nel consolidamento del potere visconteo.
Teodoro e Facino Cane sono i protagonisti non solo della storia del Monferrato. ma anche dell'Italia nord-occidentale intorno al quattrocento ed hanno vite parallele, sovente accomunate da reciproci interessi. Più volte, negli anni ottanta e fino al 1394. quando è firmata una tregua fra i contendenti, intervengono entrambi nel Canavese a sostegno dei "Tuchini" nella loro rivolta contro i nobili locali sostenuta dai Savoia ed Acaia. Intanto, nel 1393, Teodoro riesce ad ottenere la giurisdizione su alcune terre dell'Alta Val Bormida: da Carcare, Millesimo e Roccavignale fino a Osiglia e Calizzano, sull'Appennino ligure, e quindi fino a poche miglia dal mare.
Nel 1400 Teodoro assegna Borgo San Martino a Facino come riconoscimento dei suoi servigi. Nel 1403 la reggenza milanese manda Facino a domare una rivolta in Alessandria: i ribelli sono massacrati e la città abbandonata al saccheggio. Si sostiene allora che Facino, da buon casalese, voglia vendicare il saccheggio compiuto dagli Alessandrini nel 1215 ai danni di Casale; inoltre nel 1404 sono recuperate e riportate a Casale, sia le spoglie di S. Evasio, sia il prezioso crocefisso bizantino, ora conservato nel duomo della città.
Facino ottiene dai Visconti, quale ricompensa per i propri servizi, Montecastello, Valenza, Breme, Alessandria e nel 1406 il feudo di Biandrate con titolo comitale, in questo modo consegue la legittimazione delle sue conquiste. Negli anni successivi, con l'occupazione di Piacenza, Vigevano, Novara e Varese, Facino riesce ad ingrandire considerevolmente i propri possedimenti. Teodoro, da parte sua, si assicura Casale Monferrato dopo un periodo di trentennale dominio visconteo e Vercelli, grazie all'aiuto di Facino Cane. Nel 1409, Teodoro e Facino riescono ad impadronirsi, per alcuni anni, rispettivamente di Genova e di Milano. Riguardo al periodo genovese, Teodoro viene chiamato dalla Superba quale Capitano del Popolo per sostituire il francese Bauciquault. Il Paleologo governa la città dal 6 settembre 1409 al 22 marzo 1413. Incapace di mantenere il controllo su Genova ed i suoi territori, Teodoro abbandona la città e le fortificazioni in cambio della somma di 25.000 fiorini d'oro.
La forte fibra di Facino, indebolita dalla gotta e consumata dalle tante campagne militari, sta però per cedere. Facino Cane muore a Pavia nel 1412. I suoi domini sono ereditati da un fratello e da due nipoti, mentre il rimanente ingente patrimonio e le pertinenze di Alessandria, Novara, Valenza, Breme, Varese, Vigevano e forse Tortona passano alla vedova Beatrice, che poco dopo si risposa con Filippo Maria, unico erede dei Visconti. Borgo S. Martino ed il territorio circostante, alla destra del Po, sono incamerati da Teodoro.
Negli anni successivi Teodoro si scontra in particolare con il duca Filippo Maria Visconti al quale, nel 1417, cede, dopo 14 anni di dominio monferrino, Vercelli in cambio di Asigliano, Larizzate e Villanova. Nello stesso anno riesce ad ottenere Frassineto e Valmacca.
Teodoro muore, il 26 aprile 1418, a Moncalvo, sua residenza preferita, ed è sepolto nella chiesa di S. Francesco. Con Teodoro II il Marchesato raggiunge quasi la massima estensione territoriale della sua storia.
La vedova di Teodoro, Margherita di Savoia, regge con abilità il marchesato per il figlio Giovanni; rifiuta la mano a Filippo Maria Visconti, duca di Milano e, ritiratasi ad Alba, veste l'abito domenicano. Margherita muore ad Alba il 23 novembre 1464. Nel 1676 viene beatificata da Clemente X.

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