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Cantelmo Berengario

(Gantiaume), Berengario  di M. Hayez in Dizionario biografico degli italiani, Cfr. www.treccani.it

 Figlio di Giacomo, seguì il padre nel Regno di Sicilia, dove è ricordato per la prima volta nel 1269; il 7 maggio di quell'anno infatti re Carlo I d'Angiò, che in quel momento si trovava a Lucera, gli fece rimborsare 20 once d'oro per la perdita di un cavallo, avvenuta con tutta probabilità durante l'assedio di quella fortezza. Il 30 nov. 1276, poi, lo accolse tra i suoi cavalieri e familiari. Con lui è da identificare con tutta probabilità anche il Berengario Gantiaume, attivo nella Terra di Lavoro con la qualifica di scudiero, ricordato in un documento del 7 luglio 1283.
Nominato siniscalco di Provenza, il 10 dic. 1283 assistette in questa veste alla traslazione di una reliquia di S. Maddalena. Probabilmente fu uno degli inquisitori reali incaricati di giudicare la condotta degli ufficiali e magistrati nei vicariati di Nizza e di Grasse negli anni tra il 1287 e il 1289, poi in quello di Draguignan nel 1289-90. Dopo il 1289 lo troviamo investito di nuovo delle funzioni di siniscalco di Provenza, carica che mantenne fino al 1291. In questa qualità nel 1290 ordinò un'inchiesta su alcuni beni sequestrati nei bailliages di Sisteron e di Apt, nelle signorie di Forcalquier e di Hyères.
Re Carlo II lo inviò, al più tardi nell'estate del 1292, a Chivasso come governatore del marchesato di Monferrato, dove ricevette a nome del re, il 13 dicembre, l'omaggio dei marchesi di Busca. Il 26 dicembre fu conclusa a Nizza, grazie alla sua mediazione, la tregua tra Asti e il Monferrato. Lasciò l'Italia prima del 5 apr. 1293, data in cui, pur trovandosi a Montpellier, continuava ad occuparsi ancora degli affari del marchesato.
Il 20 giugno 1295 il C. presenziò alla presa di possesso, da parte dei domenicani, di Saint-Maximin e di Sainte-Baume. Sempre in Provenza, tra il 1295 e il 1296 gli fu affidata la custodia del castello di Albaron, per la quale gli furono assegnate 140 libbre. Intorno all'anno 1301 è documentata la sua presenza a Nizza, da dove passò per recarsi a Napoli. Carlo II il 4 genn. 1302 lo rimandò in Provenza per raccogliere i fondi necessari per la guerra di Sicilia.

Il C. possedeva, in proprietà indivisa con l'abbazia di Montmajour-les-Arles, la signoria di Graveson. Sembra che nel 1303 vendesse al re una parte del pedaggio di Tarascona.

Morì prima del 5 maggio 1304, data in cui il re confermò al figlio del C., Raimondo, la castellania di Albaron e il castello di Chénerilles, che aveva concesso al C. prima del 1294.

Fonti e Bibl.: D. e C. Muletti, Memorie storico-diplomatiche appartenenti alla città ed ai marchesi di Saluzzo, II, Saluzzo 1829, pp. 473-480; L. Blancard, Inventaire-sommaire des Archives départementales des Bouches-du-Rhone..., serie B, I, Paris 1865, artt. B 421, 1071, 1074, 1080, 1090; II, Marseille 1879, artt. B 2023, 2024; A. de Boüard, Documents en français des archives angevines de Naples, II, Les Comptes des trésoriers, Paris 1935, p. 284 n. 263; E. Leroy, Les Archives communales de Saint-Rémy-de-Provence, Saint-Rémy 1949, n. 74; I registri della cancelleria angioina, a cura di R. Filangieri, I, Napoli 1950; XVI, ibid. 1962, ad Indices;E. Baratier, Invent. du château de Barbentane [Arch. Bouches-du-Rhône, dattil., 1954], nn. 27, 52; C. De Lellis, Discorsi delle fam. nobili del Regno di Napoli, I, Napoli 1654, pp. 105 s.; F. Gabotto, Storia del Piemonte nella prima metà del sec. XIV (1292-1349), Torino 1894, pp. 15 s.; M. Z. Isnard, Etat documentaire et féodal de la Haute-Provence, Digne 1913, p. 114; F. Cortez, Les Grands officiers royaux de Provence au Moyen Age, Aix-en-Provence 1921, pp. 42, 45-47; G. M. Monti, La domin. angioina in Piemonte, Torino 1930, p. 65; M. Mielly, Trois fiefs de l'évêché d'Avignon,Noves,Agel et Verquières des origines à 1481, Uzès1942, pp. 126 s.; E. Baratier, Enquêtes sur les droits et revenus de Charles Ier d'Anjou en Provence, Paris 1969, p. 167.

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