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Monferrato 1050
Aleramici in Sicilia
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Aleramici in Sicilia

Come precedentemente annunciato Roberto Maestri e Fabrizio Di Salvo - in rappresentanza del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” - dal 16 al 18 giugno, si sono recati in Sicilia per avviare un progetto di recupero degli importanti legami tra il territorio dell’antica Marca Aleramica – di cui il Monferrato rappresentò l’area più rilevante a livello storico e geografico – e la Sicilia, legami che da secoli erano caduti nell’oblio.

Ad accogliere I rappresentanti de “I Marchesi del Monferrato” è stato il professor Salvatore Mangione – docente di storia e filosofia, già sindaco di San Fratello (ME), nonché Consigliere della Regione Sicilia - che da anni si occupa della storia, in epoca medievale, dei coloni e dei soldati provenienti da un’area comprendente il Monferrato, le Langhe e il Savonese; una migrazione che portò alla formazione di una colonia di popolazioni Gallo-italiche la cui parlata si è conservata in alcuni Comuni dell’isola, tra cui: Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina e Aidone in provincia di Enna; San Fratello, Acquedolci, Montalbano Elicona, Fondachelli Fantina e Novara di Sicilia in provincia di Messina; Ferla in provincia di Siracusa.

Come ricordato in occasione della presentazione del viaggio di studio, tra l’XI ed il XIII secolo alcuni importanti personaggi, con al seguito abitanti del nostro territorio si trasferirono nella prosperosa Sicilia occupata dai Normanni. La prima ad intraprendere il processo migratorio fu, nel 1089, Adelasia del Vasto che sposò il gran conte di Sicilia Ruggero I e fu sepolta nella Cattedrale di Patti (ME). Seguirono altri Aleramici, a cominciare da Enrico del Vasto, conte di Paternò e di Butera; dal marchese di Monferrato Bonifacio I che, nel 1198, sconfisse l’esercito normanno segnando la fine del potere di questa dinastia; da Bianca Lancia “moglie”, nel 1247, dell’Imperatore Federico II di Svevia; dal marchese di Monferrato Guglielmo VI che, nel 1224, si recò a Catania alla corte dell’imperatore Federico II; da Antonio del Carretto che, nel 1307, sposò Costanza Chiaromonte baronessa di Racalmuto (AG) dando vita ad un ramo aleramico sopravvissuto fino al Settecento. Tra i processi migratori è, recentemente, emerso anche quello riguardante un nucleo di ghibellini esuli da Alessandria che si insediarono a Corleone.

La visita – che è stata documentata anche attraverso un filmato (disponibile su YouTube https://youtu.be/orWtaKAORmU ) realizzato da Fabrizio Di Salvo - ha riguardato alcune delle località di maggior interesse per la storia degli Aleramici in Sicilia, tra cui: San Fratello, Acquedolci, Naso, Castell’Umberto, Patti, Contura. Nel corso delle visite è stato possibile constatare come il ricordo dell’identità “monferrina” delle popolazioni sia ancora ben radicata anche nei giovani e di come esistano preziose documentazioni dei legami in numerosi testi di storia locale: il tutto evidenzia come questa emigrazione dalle nostre terre fu accolta in forma amichevole, apportando un prezioso contributo allo sviluppo delle comunità locali che, in precedenza, si erano già confrontate ed integrate con le comunità greche, arabe e normanne.

Nel corso della visita – che ha visto momenti di incontro con studiosi ed appassionati, con scambio di informazioni e consultazione di documenti - sono state poste le basi per l’organizzazione di un Convegno da tenersi a San Fratello, presso il Museo “E. Lettieri”, il prossimo 21 ottobre; il tema del Convegno sarà “I gallo-italici nella Sicilia Aleramica” ed è prevista la partecipazione di studiosi provenienti dalle diverse aree geografiche coinvolte nel percorso di studio.

Il Convegno rappresenterà il punto di partenza di un progetto che non si limiterà alla riscoperta dei legami storici tra i territori, ma che intende rappresentare anche un’opportunità in ambito turistico ed enogastronomico nel segno dei siti UNESCO de I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato (che ha già assicurato il suo interesse all’iniziativa) e quelli attualmente esistenti in Sicilia.


 


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