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Sulle tracce di Aleramo

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Alessandria, 18 giugno 2013 

Si è tenuta presso la Libreria Mondadori  la prima presentazione del nuovo libro, edito dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” dal titolo Sulle tracce di Aleramo. Dalla Borgogna al Monferratoa cura di Giancarlo Patrucco.
L’incontro è stato aperto dal presidente di Città Futura Renzo Penna, mentre l’introduzione è stata curata dal presidente de “I Marchesi del Monferrato” Roberto Maestri.
Il percorso di ricerca e le sue conclusioni sono state illustrate dall’autore Giancarlo Patrucco.“Sono passati più di mille anni – millecinquanta, per la precisione – e, per avere qualche elemento certo sull’origine degli aleramici, dobbiamo contare ancora e comunque sul documento di fondazione dell’abbazia di Grazzano, nel 961. Da lì, infatti, apprendiamo i pochi dati sicuri a disposizione sulla famiglia prossimale del nostro primo marchese:- tutti i convenuti dichiarano di professare la legge Salica;- il padre, Guglielmo, è ormai morto alla data dell’atto;- la seconda moglie, Gerberga, è figlia di Berengario, II del suo nome, re d’Italia;- dei tre figli, tutti di primo letto, Anselmo e Oddone sono viventi, Guglielmo è morto e l’abbazia viene fondata proprio in sua memoria.”
Comincia così, da questa introduzione, un lungo e avventuroso viaggio sulle tracce dei primogenitori di Aleramo e di suo padre Guglielmo. Il percorso di ricerca si snoda attraverso l’Aleramo di Troyes morto a Barcellona, l’Auteramo di Modena e Cittanova, gli Aleramici di Lodi, e poi ancora seguendo l’Aleramo del Vexin nelle sue lunghe peripezie al servizio di Carlo il Calvo, di Ludovico il Balbo e infine di Carlo il Grosso, nel bel mezzo dell’assedio normanno a Parigi e, subito dopo, nella temperie delle lotte per la successione che porteranno Eudes sul trono di Francia.
Oltre ai citati, molti altri personaggi di rilievo vengono indagati nel testo. Ricorrendo ad ogni fonte attendibile, si delineano le figure di Lotario e di suo figlio Ludovico, dell’abate Geilo o Geilone, vescovo di Langres, dell’arcivescovo di Reims Folco, del marchese di Spoleto Guido, di quell’Anscario che diventerà in Italia marchese d’Ivrea e di altri ancora.
Si parla di personaggi, ma si ragiona di famiglie, di potere, di honores che allargano la cerchia delle influenze e consolidano la fama, il prestigio, la tradizione. Il potere, un’altra volta.
Non tutte le domande hanno trovato una risposta certa. Ma, lungo il viaggio, sono affiorati indizi, segnali, menzioni rilevanti. Alcune delle quali, anche inattese e sorprendenti.
L’incontro si è concluso con un apprezzato rinfresco organizzato da Patrizia Nosengo con la collaborazione di Sara Patrucco e Giorgio Marenco.

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